• San Marcello

NOVENA DI NATALE 2020 "Ed io avrò cura di te"

Oggi primo giorno di Novena in attesa del Natale.

"ED IO AVRÒ CURA DI TE"


Momento di particolare coinvolgimento ed emozione è stata la testimonianza di Floriano Scioscia, disabile grave dalla nascita, ingegnere informatico di Bari e attivista responsabile del CVS di BARI (Centro Volontari della Sofferenza).

Particolarmente toccanti le riflessioni di don Andrea che ha presieduto la celebrazione con intensità ed emozione.


Il tema della Novena di quest'anno intende segnare i momenti di tristezza, della sofferenza, della malattia, dell’angoscia, del dolore, del lutto; prove in cui ognuno cerca una parola di consolazione.


Sentiamo forte il bisogno che qualcuno ci stia vicino e provi compassione per noi.

Sperimentiamo che cosa significa essere disorientati, confusi, colpiti nel profondo come mai avevamo pensato.

Ci guardiamo intorno incerti, per vedere se troviamo qualcuno che possa realmente capire il nostro dolore.


Quanta tristezza ci capita di scorgere su tanti volti che incontriamo.

Quante lacrime vengono versate in ogni istante nel mondo; una diversa dall’altra; e insieme formano un oceano di desolazione, che invoca compassione, consolazione, aiuto.


Asciugare le lacrime.


Le più amare sono le lacrime di chi si è visto strappare violentemente una persona cara; lacrime di nonni, di mamme e papà, di bambini… Ci sono occhi che spesso rimangono fissi sul tramonto e stentano a vedere l’alba di un giorno nuovo.


Abbiamo bisogno della consolazione che viene dal Signore.

Tutti ne abbiamo bisogno.

In questo nostro dolore, noi non siamo soli.

Anche Gesù sa cosa significa piangere per la perdita di una persona amata.

Quando Gesù vide piangere Maria per la morte del fratello Lazzaro, non riuscì neppure lui a trattenere le lacrime. Fu colto da una profonda commozione e scoppiò in pianto.


E se Dio ha pianto, anch’io posso piangere sapendo di essere compreso.


Quel pianto insegna a fare mio il dolore degli altri, a rendermi partecipe del disagio e della sofferenza di quanti vivono nelle situazioni più dolorose.

Mi scuote per farmi percepire la tristezza e la disperazione di quanti si sono visti perfino sottrarre il corpo dei loro cari.


Il pianto di Gesù non può rimanere senza risposta da parte di chi crede in Lui.

Come lui consola, così noi siamo chiamati a consolare.

La preghiera è la vera medicina per la nostra sofferenza.


Come ci ricorda l’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani. “La forza dell’amore trasforma la sofferenza nella certezza della vittoria di Cristo e nostra con Lui".


E il messaggio che il Presepe, sapientemente allestito quest'anno a San Marcello, ci ricorda fortemente che Vicino ad ogni Croce c’è Sempre un Bambino che è Venuto per noi.


C'è Maria sua Madre che con il suo manto asciuga le nostre lacrime.

C'è Giuseppe che ci porge il suo bastone per aiutarci a rialzarci.


GESÙ, MARIA E GIUSEPPE CI ACCOMPAGNANO NEL CAMMINO DELLA SPERANZA.


Buona Novena di Natale a tutti, soprattutto a chi non potrà esserci in presenza.

Antonio Distaso



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