Bari ospita la manifestazione nazionale della Giornata dei Migranti
- San Marcello
- 10 gen 2013
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Circa 215 milioni di esseri umani sperimentano oggi la sorte migratoria, nell’Unione Europea i residenti stranieri rappresentano il 6,6% della popolazione, in Italia i cittadini stranieri regolari sono poco più di 5 milioni di persone, ossia 8,2% della popolazione (Fonte: Dossier statistico Immigrazione Caritas-Migrantes 2012).
L’attenzione della Chiesa verso il fenomeno migratorio è innanzitutto rivolta condividere la fede e la speranza di queste persone, che si avventurano in un pellegrinaggio esistenziale alla ricerca di un futuro migliore, oltre che a “offrire aiuto umano e solidarietà sociale e a difenderli qualora fossero lesi i loro diritti” (Benedetto XVI).
“Migrazioni, pellegrinaggio di fede e speranza” è il tema scelto dal Papa per la 99a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che quest’anno in Italia verrà celebrata a Bari, Domenica 13 Gennaio 2013 alle 10,15 , presso la Cattedrale di Bari con una S. Messa presieduta da S.E. Mons. Francesco Cacucci, Arcivescovo di Bari-Bitonto, e teletrasmessa su Rai1.
La giornata continuerà presso il cortile della Basilica di San Nicola, dove alle 13 verrà condiviso il pranzo multietnico, e alle 15 si terrà un momento di festa. Alle 16 presso la chiesa di Santa Chiara (sempre nel Borgo antico, vicinanze parcheggio Castello Svevo), si terrà un dibattito sul tema della giornata, con testimonianze di migranti. L’incontro sarà moderato da Mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes.
L’invito della Chiesa è quello di superare il mero assistenzialismo, promuovendo l’autentica integrazione dei migranti, in una società dove tutti siano membri attivi e responsabili del benessere degli altri. L’altra sfida è collegare l’integrazione alla cooperazione con i paesi di provenienza degli immigrati, in modo che, come afferma Benedetto XVII nel suo messaggio, “al diritto di migrare” si affianchi “il diritto a non emigrare”, ossia a essere in condizione di rimanere nella propria terra.
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